Contributo ambientale CONAI: cosa cambia?

La volontà di diminuire l’incidenza negativa delle attività industriali a livello europeo è ormai un concetto noto e in via di consolidazione, grazie ai provvedimenti adottati dall’Unione Europea e conseguentemente recepiti dagli stati membri.

 

In ambito riciclo, l’Italia è tra gli stati più virtuosi con un 79% di rifiuti riciclati, un dato quasi doppio rispetto alla media europea. Per quanto riguarda la carta, gli italiani recuperano circa l’80% degli imballaggi utilizzati, con una riduzione di 84mila tonnellate di rifiuti da smaltire, che hanno evitato di introdurre nell’atmosfera 4.4 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti. *

 

Visto il netto calo di domanda per imballaggi plastici a favore di carta e derivati, stiamo assistendo ad un costante aumento del valore di mercato della materia prima riciclata, con conseguente incremento di ricavo da parte delle società che si occupano di gestire i maceri.

 

Per questo motivo a partire dal 1° luglio 2021, CONAI, consorzio nazionale imballaggi, ha deliberato una riduzione del contributo ambientale per gli imballaggi in carta e cartone.

 

Se in precedenza il contributo – indifferentemente dalla tipologia di imballaggio in carta – si attestava sui 55€/ton, dal 1°luglio sono entrate in vigore delle fasce contributive differenziate a seconda della qualità dell’imballaggio da smaltire. Questa differenziazione è stata pensata con l’obiettivo di favorire una progettazione responsabile dei packaging, premiando quelle aziende che adottano un pack studiato in funzione della sostenibilità ambientale.

 

 

Il contributo viene quindi così calcolato:

  • Fascia A: gli imballaggi con componente cartacea superiore al 90%, pagheranno un contributo di 25€/ton.
  • Fascia B: gli imballaggi con componente cartacea superiore al 80%, pagheranno un contributo di 25€/ton.
  • Fascia C: gli imballaggi con componente cartacea compresa tra il 60 e l’80% pagheranno dal 1° gennaio 2022 un contributo extra di 110€/ton, dal momento che il recupero è piuttosto oneroso. Per riciclare 100kg di imballaggi di questo tipo, infatti, più di 60kg andranno persi come materiale di scarto da smaltire in discarica.
  • Fascia D: gli imballaggi con componente cartacea inferiore al 60% pagheranno dal 1° gennaio 2022 un contributo extra di 240€/ton.

 

È evidente, dunque, la direzione intrapresa dal CONAI: premiare le aziende virtuose le cui scelte vengono fatte in ottica sostenibile, penalizzando quelle filiere produttive ancora inclini all’utilizzo di materie prime poco in linea con l’evoluzione ambientalistica in atto, il tutto con la finalità di indirizzare il panorama industriale verso una consapevolezza tale da compiere scelte più “green”.

 

Cartotecnica Jesina rientra – per tutti i packaging prodotti, destinati ad ogni settore – nella fascia A di contribuzione, con conseguente riduzione del contributo da 55€ a 25€/ton. Questo risultato è frutto di un’evoluzione strategica portata avanti negli anni in sinergia con i propri partners. La progettazione del pack, infatti, non si limita semplicemente alle dimensioni, ma negli uffici tecnici CJ si tiene conto di numerosi fattori:

 

  • Quali trattamenti sono necessari in funzione della destinazione d’uso? Quali sono superflui?
  • Il pack è progettato in modo da evitare l’over-packaging con conseguente spreco di materiale?
  • Le nobilitazioni applicate possono precludere la buona riciclabilità dell’imballo?
  • È stato progettato il pack in funzione del life cycle?
  • Che tipo di macero genererà la materia prima che sto utilizzando?

 

Queste e molte altre congetture vengono prese in esame durante l’approccio progettuale CJ.

 

La spinta aziendale verso un prodotto con un’impronta ambientale meno impattante è finalmente supportata da un provvedimento preso dal principale consorzio italiano per il riciclo. La strada verso la sensibilizzazione è dunque sempre più marcata. Se da un lato è un nostro dovere compiere scelte che non incidano negativamente sull’ambiente, dall’altro è un’opportunità commerciale importante: quasi il 50% dei consumatori acquista basandosi sulla sostenibilità del prodotto.

 

Per l’ambiente e per il business.

 

*  fonte: La Repubblica, 07/06/2021

 

 

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